Sistema Informativo Territoriale – MAPS

MAPS e il nuovo servizio cartografico erogato dal Consorzio Sannio.it. Attraverso i protocolli di interoperabilità vengono diffusi i dati territoriali dei Comuni della Provincia di Benevento presenti nel Sistema Informativo Territoriale del CST.

La correlazione dei dati cartografici ed il continuo aggiornamento nel tempo consentono le attività di pianificazione, gestione e monitoraggio del territorio.

Lo strumento è ideato a supporto dei Comuni nella redazione dei Piani Urbanistici Comunali (PUC) e delle Valutazione Ambientale Strategica (VAS).

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APPROFONDIMENTI

L’intera progetto è sviluppato mediante l’integrazione di moduli software Open Source accreditati dall’Open Geospatial Consortium (OGC), organizzazione internazionale no-profit, che si occupa di definire specifiche tecniche per i servizi geospaziali e di localizzazione. OGC è formato da oltre 280 membri (governi, industria privata, università) con l’obiettivo di sviluppare ed implementare standard per il contenuto, i servizi e l’interscambio di dati geografici (GIS – Sistema informativo geografico) che siano “aperti ed estensibili”. Le specifiche definite da OGC sono pubbliche (PAS) e disponibili gratuitamente. Ad oggi sono implementati oltre 30 standard come WMS, WFS, WCS, KML etc. La personalizzazione eseguita per il CST Consorzio Sannio.it in particolare implementa questi meccanismi di cooperazione applicativa ed si predispone come piattaforma aperta ad accogliere sistemi e moduli di analisi tali da divenire per il fruitore finale come un reale SDD (Strumento di Supporto alle Decisioni). Tra gli ampliamenti possibili, dopo gli sforzi compiuti dall’Agenzia del Territorio, vi è appunto il sottosistema di consultazione integrata dei dati catastali per i Comuni.

I moduli open source geoserver e OpenLayer hanno già superato test importanti divenendo la best practice nel mondo dei GIS. L’architettura quindi è totalmente basata su moduli Open Source, rilasciati sotto licenza GPL (Free Software Foundation, 1991) e validati secondo specifiche edite dall’OGC e dall’ISO TC 211. Geoserver comunica a livello di DB sia con Oracle che con PostgreSQL e PostGIS. Inoltre l’utilizzo di OpenLayer fa si che non occorrano plugin per la visualizzazione del webgis.

I molti vantaggi dell’utilizzo di GeoServer per l’accesso interoperabile ai dati territoriali è sintetizzato nella relativa scheda tecnica sotto riportata. Misure di prestazioni con altri prodotti anche commerciali hanno dimostratore che GeoServer è leader tra gli engine GIS e possiede già tutti i protocolli necessari allo scambio dei dati previsti dall’OGC come WMS/WFS/WCS etc.

Descrizione di alcuni standard supportati:

  • OGC Web Map Service (WMS) 1.1.1 (de La Beaujardière, et al., 2002) con supporto per OGC Styled Layer Descriptor (SLD) 1.0.0 (Lalonde, 2002), OGC Web Map Service (WMS) 1.3 (de la Beaujardiere, 2006) con supporto per OGC Symbology Encoding (SE) 1.1 (Muller, 2006) per la generazione e disseminazione di mappe georeferenziate a partire da dati sia raster che vettoriali. GeoServer supporta inoltre tutta una serie di direttive di rendering proprietarie, alcune delle quali saranno discusse nel seguito
  • OGC Web Coverage Service (WCS) (Whiteside, et al., 2006) 1.1.0 and Web Coverage Service (WCS) (Evans, 2003) 1.0.0 per la gestione e disseminazione dei dati raster in formato nativo. In altre parole questo servizio fornisce la possibilità di accedere a sottoaree, riproiettare, ricampionare e cambiare formato dei dati raster. Notare che il WCS differisce dal WMS in quanto nella catena di processamento del dato raster non vi sono direttive di rendering
  • OGC Web Feature Service (WFS) 1.0.0 (Vretanos, 2002) e 1.1.0 (Vretanos, 2005). Questo tipo di servizi permette la gestione e la disseminazione di dati vettoriali in formato nativo; è evidente il parallelo con il servizio WCS per i dati raster: tramite WFS è possibile avere accesso diretto al dato vettoriale originale, o comunque ad una versione riprocessata di esso secondo le indicazioni ricevute, piuttosto che ad un rendering degli stessi come tramite attraverso il servizio WMS. E’ opportuno sottolineare che GeoServer supporta come formato di output il Geography Markup Language (GML) insieme a altri formati di largo uso quali Shapefile (ESRI, 1998) e GeoJSON • Eccellente supporto OGC Keyhole Markup Language (KML) (Wilson, 2008) il dialetto XML che permette al GeoServer di interagire con Google Earth e Google Maps anche con caratteristiche avanzate che analizzeremo nel prosieguo

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